Filo conduttore dell’edizione “La conchiglia”.
Da un’idea di Andrea Speziali e dall’esperienza di Italia Liberty prende il via un nuovo progetto culturale. Trenta città italiane coinvolte nella prima edizione tra visite guidate, incontri e approfondimenti. Al centro, uno stile che archivia l’esuberanza dell’Art Nouveau e apre alla geometria, alla sintesi e alla modernità.
Dal 18 al 24 novembre 2026 debutta Art Déco Week, la settimana internazionale dedicata alla conoscenza, alla valorizzazione e alla tutela dell’Art Déco. Una prima edizione volutamente essenziale, concepita come l’avvio di un progetto destinato a crescere negli anni e che coinvolgerà, in questa fase inaugurale, circa 30 città italiane.
Ideata e curata da Andrea Speziali, presidente dell’Associazione Italia Liberty, Art Déco Week nasce dall’esperienza maturata attraverso Art Nouveau Week, il festival internazionale giunto nel 2026 all’ottava edizione e capace di costruire negli anni una rete culturale diffusa in oltre 300 città nel mondo.
Dopo l’Art Nouveau, dunque, il racconto prosegue.
Art Déco Week parte proprio dal passaggio tra due epoche. Se l’Art Nouveau aveva trasformato la linea in movimento, facendo della natura, del fiore, della figura femminile e dell’ornamento gli elementi di un universo visivo complesso e avvolgente, l’Art Déco guarda a una modernità differente: più geometrica, sintetica, elegante, ritmica e cosmopolita. La decorazione non scompare, ma cambia disciplina. La curva si misura con la geometria; l’ornamento viene controllato; la figura si fa più netta e grafica.
È il linguaggio di una società che cambia velocemente e che trova nel design, nell’arredamento, nella moda, nella grafica, nell’illustrazione, nelle arti decorative, nel cinema e nella pubblicità alcuni dei suoi campi di sperimentazione più fertili.
In Italia l’Art Déco assume caratteristiche particolari. Accanto alle testimonianze architettoniche presenti in città e località come Milano, Viareggio, Riccione e il Lido di Venezia, il fenomeno acquista una forza straordinaria nelle arti applicate, nell’illustrazione pubblicitaria, nella grafica editoriale, negli arredi e negli oggetti destinati alla nuova società dei consumi.
E torna, ancora una volta, la donna.
Dopo le figure fluenti e simboliche dell’Art Nouveau, la donna Deco diventa immagine di emancipazione, eleganza e modernità: profili affilati, pose costruite, capelli corti, abiti geometrici, silhouettes che raccontano una società ormai entrata pienamente nel Novecento.
È da questa trasformazione che prende forma il programma della prima Art Déco Week.
Dal 18 al 24 novembre, visite guidate, itinerari culturali e momenti di approfondimento permetteranno di leggere edifici, opere, immagini e collezioni non come episodi isolati, ma come parti di una stagione culturale che merita di essere riconosciuta, studiata e soprattutto conservata.
Il programma 2026 sarà volutamente sobrio. Non una moltiplicazione indiscriminata degli appuntamenti, ma un primo nucleo di iniziative capace di mettere a fuoco il progetto e preparare le future edizioni.
Uno dei momenti centrali sarà dedicato proprio al rapporto fra valorizzazione, storicizzazione, tutela e conservazione del patrimonio del Novecento. Tutto nella mission che il Presidente porta avanti da circa vent’anni di studi, ricerche e dibattimenti.
«Non basta riconoscere che qualcosa è bello quando ormai rischiamo di perderlo. Occorre studiarlo, catalogarlo, renderlo comprensibile e creare le condizioni perché possa essere conservato. L’Art Déco appartiene pienamente alla storia culturale italiana, ma una parte di questo patrimonio continua a essere percepita come troppo recente per essere antica e troppo antica per essere contemporanea. È proprio in questa zona d’ombra che si rischiano le perdite maggiori», sottolinea Andrea Speziali, ideatore e curatore di Art Déco Week.
Il convegno promosso nell’ambito della manifestazione allargherà così lo sguardo oltre la semplice celebrazione dello stile, affrontando questioni concrete: la gestione delle collezioni, le condizioni espositive, il rapporto fra opere e luce, il controllo ambientale, la disponibilità di risorse economiche, la fragilità delle raccolte meno strutturate e il ruolo ormai imprescindibile della digitalizzazione.
Tra i casi presi in esame entrerà anche il patrimonio conservato a Palazzo Marcosanti, nel territorio di Sogliano al Rubicone, con particolare attenzione alle raccolte e ai materiali documentari capaci di restituire differenti stagioni della cultura figurativa del Novecento. Tra questi, le copertine illustrate della rivista Vogue degli anni Venti, Scena Illustrata costituiscono un terreno particolarmente significativo per comprendere la diffusione dell’immaginario Déco nella cultura popolare e nella comunicazione visiva.
L’obiettivo è spostare l’attenzione dall’oggetto alla sua sopravvivenza.
Perché una collezione non vive soltanto quando viene esposta. Vive – o rischia di scomparire – nei depositi, negli archivi, nelle condizioni climatiche degli ambienti, nei sistemi di catalogazione, nelle fotografie che la documentano, nei restauri che vengono effettuati o rimandati e nelle risorse che un museo, una fondazione o un proprietario privato riescono concretamente a destinare alla sua tutela.
Art Déco Week vuole anche aprire anche una riflessione sulle difficoltà affrontate dalle realtà culturali con minori disponibilità economiche, per le quali sistemi avanzati di climatizzazione, monitoraggio, conservazione preventiva e digitalizzazione possono rappresentare costi difficili da sostenere.
Digitalizzare, in questa prospettiva, non significa sostituire l’opera con la sua immagine. Significa costruire memoria.
Cataloghi digitali, campagne fotografiche, inventari, banche dati e ricognizioni sistematiche diventano strumenti essenziali per conoscere ciò che esiste, ricostruirne la provenienza e lo stato conservativo e consentire a studiosi e istituzioni di intervenire prima che il deterioramento o la dispersione diventino irreversibili.
È questa la direzione che Italia Liberty intende imprimere al nuovo progetto: non soltanto un festival dedicato alla bellezza dell’Art Déco, ma un laboratorio permanente per riconoscere il patrimonio, studiarlo e riportarlo all’attenzione pubblica.
L’avvio di Art Déco Week 2026 è stato condiviso nell’ambito del nuovo corso del Consiglio direttivo di Italia Liberty, con Carla Tocchetti, Sara Santella, Veronica De Maria e Roberto Tissino, e sottoscritto dal presidente Andrea Speziali.
La settimana dal 18 al 24 novembre rappresenta dunque un punto di partenza.
Dopo otto edizioni di “Art Nouveau Week”, l’istituzione culturale Italia Liberty apre un nuovo capitolo e attraversa idealmente quella soglia che, nella storia delle arti decorative, conduce dalla sinuosità floreale di fine Ottocento e inizio Novecento verso la velocità, la geometria e l’eleganza della nuova società moderna.
Dall’Art Nouveau all’Art Deco. Dalla linea che fiorisce alla linea che diventa geometria.
Dal 18 al 24 novembre 2026 comincia un nuovo racconto.
Si chiama Art Déco Week.

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